promozione della salute mentale e prevenzione del disagio e dei disturbi psicologici

Salute mentale: come valutare l’affidabilità delle informazioni online?

ragazza valutà affidabilità delle informazioni online sulla salute mentale (Concessa by Pexels)

In questo articolo discutiamo l’importanza di saper cogliere l’affidabilità delle informazioni online sulla salute mentale. Si tratta di un tema sempre troppo trascurato rispetto ad altre forme di rischio e pericolo presenti in rete che riguardano la salute. Inoltre, trovi una guida pratica che, in 10 domande, ti supporta per valutare in uno o due minuti se quello che stai leggendo, guardando o condividendo merita fiducia.

Prima di seguire un consiglio sulla salute mentale trovato online, o diffonderlo, vale la pena fermarsi almeno un minuto. Non tutto ciò che appare credibile lo è davvero e alcune informazioni possono fare male. La qualità di ciò che si usa e si condivide, in riferimento alla salute mentale, può avere ricadute importanti su di sé e sulle altre persone.

In che modo l’affidabilità delle informazioni online incide sulla salute mentale?

In Italia, i motori di ricerca, le piattaforme social e le intelligenze artificiali sono diventate le principali fonti di informazione sulla salute e la salute mentale.

Il recente studio “Salute artificiale. Come gli Italiani cercano, verificano e giudicano la medicina online“, a riguardo, ha messo in evidenza dati importanti nel nostro Paese. Il 94,2% del campione cerca informazioni online e, addirittura, il 53,3% fa riferimento spesso/ogni settimana ad internet per la propria salute. In generale, si riscontra la tendenza a formulare una autodiagnosi prima ancora di rivolgersi ad uno/a specialista.

Sul fronte specifico dei giovani e degli aspetti psicologici, invece, è emerso che il 41,8% degli adolescenti tra i 15 e i 19 anni si è rivolto ad un’IA per la propria salute mentale, prima ancora che ad una figura specialistica.

Considerare l’affidabilità delle informazioni online, dunque, diventa fondamentale.

Scorrettezze o cattive informazioni sulla salute, di fatto, possono avere conseguenze gravi sulla qualità della vita delle persone. In alcuni casi, addirittura, favoriscono l’aumento del rischio di mortalità. Pertanto, comprendere il grado di affidabilità delle informazioni che si ricevono in materia di salute è un compito estremamente importante (Swire-Thompson e Lazer, 2020).

Il discorso si applica anche alle questioni specifiche della salute mentale. A riguardo, è utile ricordare che la sofferenza psicologica rende le persone particolarmente vulnerabili a promesse di “soluzioni rapide” o “metodi rivoluzionari”, anche se privi di fondamento scientifico. Si riscontra, inoltre, una certa vulnerabilità delle persone nel confondere un messaggio gradevole o romanticizzato con un messaggio valido (Issaka, Aidoo, Wood et al., 2024).

Social, AI e informazioni sulla salute mentale: pro e contro

Il fenomeno appena descritto, dove internet e i suoi strumenti diventano preferenziali per accedere a informazioni sulla salute mentale, ha aspetti che possono essere sia positivi che negativi.

Vediamone alcuni.

Sul versante positivo, ritroviamo il contributo alla de-stigmatizzazione dei disturbi, oggi visti meno come motivo per isolarsi e, di conseguenza, peggiorare le situazioni. I social hanno reso la psicologia più accessibile nel linguaggio e hanno favorito la creazione di comunità di supporto tra pari. Anche persone meno abbienti possono accedere ad alcune informazioni senza necessariamente pagare.

Tuttavia, Armstrong et al. (2025) documentano anche conseguenze problematiche: l’oversemplificazione di condizioni complesse, l’autodiagnosi basata su video brevi e accattivanti di pochi minuti (o a volte pochi secondi), la ricerca di tecniche di intervento decontestualizzate che possono peggiorare la situazione.

In questo scenario, poi, il ricorso all’intelligenza artificiale per la propria salute mentale, come detto, è sempre più diffuso e gli interventi proposti in modo automatizzato non sono esenti da rischi. A riguardo, solo per fare un esempio, una famosissima AI potrebbe aver contribuito nel favorire suicidi e crolli psicotici degli utenti e, attualmente, è sotto osservazione per il suo operato.

Non va trascurato, inoltre, che è vero anche il contrario: sempre più persone ricorrono alle intelligenze artificiali per generare contenuti accattivanti sulla salute mentale, mentendo sul proprio livello di competenza. Ancora una volta è bene sottolineare che accattivante non è sinonimo di valido.

In un modo o nell’altro, dunque, il rischio di incappare in contenuti dannosi per la propria salute mentale e di diffonderli è sempre dietro l’angolo.

Anche se ci sarebbe molto da dire su questi aspetti, per una questione di sintesi è utile sottolineare che, in ogni caso, riuscire a fare una valutazione critica delle informazioni diventa una vera e propria competenza di base, fondamentale per la propria auto-protezione psicologica e per non indurre i propri contatti a considerare informazioni scorrette tramite il passaparola.

Il bisogno del pensiero critico, per valutare l’affidabilità delle informazioni online sulla salute mentale

Sviluppare competenze di valutazione critica delle informazioni online sulla salute mentale non significa diventare cinicamente sospettosi di tutto, ma piuttosto sviluppare una sana cautela informata.

Come sottolineano Flint et al. (2022), l’obiettivo non è evitare internet, i social o le IA, che possono rimanere una risorsa preziosa. L’obiettivo è poter far uso di strumenti e conoscenze con consapevolezza, potendo contare su contenuti affidabili per il proprio bene e il proprio benessere.

Come psicologi e professionisti della salute mentale, abbiamo la responsabilità di promuovere queste competenze, di essere presenti negli spazi digitali con contenuti di qualità, e di continuare a denunciare pratiche scorrette che sfruttano la vulnerabilità delle persone.

Il benessere psicologico resta sempre un diritto, e non lo si può confondere con una merce sulla quale lucrare. L’informazione affidabile è il primo passo per tutelare questo diritto.

In questo discorso si inserisce la guida sviluppata da SaluteMentale.eu per valutare l’affidabilità delle informazioni online sulla salute mentale (gratuita, di libero uso e senza obbligo di lasciare i propri dati).

Una guida gratuita per valutare l’affidabilità delle informazioni online: scenari reali

La guida che abbiamo realizzato è uno strumento pratico, che abbiamo messo in circolazione da circa un anno. È pensata per aiutare chiunque a proteggersi da contenuti potenzialmente dannosi. Attraverso 10 domande rapide, lo strumento aiuta la persona ad analizzare i contenuti. Le sue riflessioni si associano ad un contenuto visuale che, come un semaforo, consentono di discriminare il rischio insito nel contenuto analizzato.

L’ideale sarebbe usare lo strumento in modo preventivo.

Sulla base dell’uso che se n’è fatto in situazioni di apprendimento reale, vediamo sotto alcuni esempi di ragionamenti che possono emergere usando la guida.

Scenario 1: un video virale su TikTok

Maria, 22 anni, ha visto un video con oltre 200.000 reazioni, in cui una influencer spiega come ha superato la sua depressione e ansia grazie a un particolare metodo di journaling e meditazione. Il video era coinvolgente, la persona sembrava autentica e sincera. A partire da questo video, Maria ha visualizzato numerosi video simili. In breve tempo, incuriosita, anche Maria ha sperimentato il metodo che sembrava coinvolgente rilassante. Tuttavia, a lei è aumentata l’ansia, fino a trasformarsi in attacchi di panico.

Chiedendo a Maria di usare la guida per prevenire futuri episodi spaicevoli, ha potuto osservare che: chi ha creato il contenuto non è un professionista della salute mentale (domanda 1 – rosso); il contenuto è apparso come proposta automatica dell’algoritmo (domanda 2 – rosso); il contenuto presenta un “nuovo metodo” basato sull’esperienza personale (domanda 5 – rosso); non cita fonti scientifiche (domanda 6 – rosso).

Già queste sole risposte indicano un “potenziale pericolo”, suggerendo di non seguire il consiglio senza prima consultare un professionista.

Scenario 2: un’app poco costosa

Luca, 35 anni, cerca su un motore di ricerca “come recuperare un amore perduto” e trova un corso che promette risultati. Il costo è accessibile e molto più conveniente di un/una professionista della salute mentale.

Applicando la guida: il corso è a pagamento (domanda 3 – giallo), insiste per lasciare email e numero di telefono con pop-up continui (domanda 4 – rosso), le recensioni sono generiche e non verificabili (domanda 9 – rosso), presenta “tecniche innovative” e non si comprende bene la formazione di chi le applica (domanda 1 – da verificare).

Anche in questo caso, il quadro suggerisce un “potenziale pericolo”.

Di fatto, potrebbe essere utile cercare alternative validate scientificamente prima di procedere, anche per riflettere su obiettivi più coerenti con una propria evoluzione emotiva.

Scenario 3: il sito di un ente

Paolo, 40 anni, trova un sito gestito da un ente con contenuti curati da Psicologi e Psicologhe con iscrizione all’Ordine (verifica sul sito dell’Ordine degli Psicologi). C’è anche un ebook gratuito sulla gestione dello stress.

Applicando la guida emerge che: i professionisti sono operatori sanitari qualificati (domanda 1 – verde), il contenuto è gratuito e non pressante (domande 3 e 4 – verde), cita fonti scientifiche verificabili (domanda 6 – verde), il linguaggio è chiaro ma non banalizzante (domanda 8 – verde).

Quadro complessivamente positivo, anche se la certezza assoluta non esiste mai.

Conclusioni: valutare l’affidabilità delle informazioni online, anche con uno strumento apposito, è un modo per fare prevenzione

La tutela della salute mentale nell’era digitale richiede un passaggio da un consumo passivo a una consultazione critica, imparando a valutare l’affidabilità delle informazioni online.

Questo apprendimento può avvenire in diversi modi.

Qui abbiamo suggerito la possibilità di apprendere in autonomia, attraverso uno strumento concreto che aiuti a:

  1. filtrare le informazioni ridondanti, non verificate e pericolose;
  2. ridurre il rischio di incappare in forme di adescamento che fanno leva su bisogni legati alla salute mentale;
  3. rafforzare una propria autonomia critica rispetto a ciò che si consuma e si condivide in riferimento alla salute mentale.

Il valore dello strumento sta nella sua semplicità. Tuttavia, come ogni strumento, è più efficace quando inserito in un contesto più ampio di alfabetizzazione digitale e consapevolezza critica.

Educazione nelle scuole, campagne di informazione pubblica, e responsabilizzazione delle piattaforme digitali sono tutti elementi necessari per creare un ecosistema informativo più sicuro sulla salute mentale e sulla salute più in generale.

FAQ

Se non sei in situazione di emergenza:

  • prima di tutto smetti di seguire quel consiglio;
  • se hai sintomi fisici o psicologici che ti preoccupano, anche se non sono emergenze, parlane con un/una professionista qualificato/a.
  • se puoi, segnala il contenuto sulla piattaforma dove l’hai trovato, per facilitarne la rimozione. Potrebbe essere utile anche per proteggere altre persone.

Come faccio a sapere se uno psicologo su TikTok è affidabile? Verifica che sia iscritto a un Ordine professionale (lo puoi controllare sul sito dell’Ordine degli Psicologi della sua regione) o, per comodità, puoi orientarti attraverso la pagina Trova aiuto. Osserva se cita fonti scientifiche e che non venda corsi o prodotti propri o sia semplicemente a caccia di fama e like. Il numero di follower non è un indicatore di qualità.

L’intelligenza artificiale può darmi consigli affidabili sulla salute mentale? Le IA possono fornire informazioni generali, ma non sono professionisti sanitari e non possono fare diagnosi. Per questioni legate alla salute mentale personale, è sempre meglio confrontarsi con professionisti e professioniste con una qualifica professionale adeguata (Medico, Psicologo, ecc.).

Come riconosco una fonte affidabile sulla salute mentale? Le fonti affidabili indicano chi ha scritto il contenuto (con nome, cognome e qualifica verificabile), citano studi scientifici con riferimenti, non vendono soluzioni rapide e non promettono risultati garantiti né, soprattutto, miracolosi.

Bibliografia

Armstrong S, Osuch E, Wammes M, Chevalier O, Kieffer S, Meddaoui M, & Rice L. Autodiagnosi nell’era dei social media: uno studio pilota sui giovani che entrano nel trattamento della salute mentale per disturbi dell’umore e dell’ansia. Acta Psychol (Amst). 2025 Giu;256:105015. doi: 10.1016/j.actpsy.2025.105015. Epub 2025 apr 19. PMID: 40253960.

European Commission (2016, February 9). Safer Internet Day 2016: “Play your part for a better internet!” [Press release]. https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/news/safer-internet-day-2016-play-your-part-better-internet

Flint, M., Inglis, G., Hill, A., Mair, M., Hatrick, S., Tacchi, M. J., & Scott, J. (2022). A comparative study of strategies for identifying credible sources of mental health information online: Can clinical services deliver a youth-specific internet prescription? Early Intervention in Psychiatry, 16(6), 643-650. https://doi.org/10.1111/eip.13197

Issaka, B., Aidoo, E.A.K., Wood, S.F. et al. “Anxiety is not cute” analysis of twitter users’ discourses on romanticizing mental illness. BMC Psychiatry 24, 221 (2024). https://doi.org/10.1186/s12888-024-05663-w

Preiti, A. (2026). Salute artificiale. Come gli Italiani cercano, verificano e giudicano la medicina online. Indagine realizzata da Sociometrica e FieldCare per Fondazione Italia in Salute e Fondazione Pensiero Solido.

SaluteMentale.eu (2025). Guida pratica alla valutazione dell’affidabilità delle informazioni online sulla salute mentale: 10 domande per proteggersi. https://www.salutementale.eu/guida-affidabilita

Save the Children Italia (2025). Il 41,8% degli adolescenti si è rivolto all’intelligenza artificiale per chiedere aiuto. https://www.savethechildren.it/press/il-418-degli-adolescenti-si-e-rivolto-ailintelligenza-artificiale-chiedere-aiuto-quando-era

Sideri, M. (2025). ChatGPT ha contribuito a suicidi e crolli psicotici: negli USA crescono le cause legali. Il Sole 24 Ore. https://www.ilsole24ore.com/art/chatgpt-ha-contribuito-suicidi-e-crolli-psicotici-usa-crescono-cause-legali-AHm6XGcD

Swire-Thompson, B., & Lazer, D. (2020). Public health and online misinformation: Challenges and recommendations. Annual Review of Public Health, 41, 433-451. https://doi.org/10.1146/annurev-publhealth-040119-094127

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