“Salute mentale in tutte le politiche” non è uno slogan ma un nuovo modo di pensare la salute mentale in Europa.
Questo nuovo paradigma è stato sottolineato con chiarezza il 16 e 17 giugno 2025 a Parigi, nel corso della conferenza organizzata congiuntamente dall’O.M.S. per l’Europa e dal Ministero della Salute francese. Al termine della conferenza, i principali aspetti di questo approccio sono stati sintetizzati nella “Dichiarazione di Parigi 2025“.
Sotto, pertanto, vediamo gli aspetti centrali della dichiarazione, concludendo con alcune considerazioni per professionisti e professioniste che operano in Italia.
La rivoluzione della “Salute mentale in tutte le politiche”
L’evento di Parigi ha riunito rappresentanti di 34 paesi, inclusa l’Italia.
L’obiettivo era considerare una sfida urgente: il miglioramento della salute mentale nella popolazione europea. Tale priorità è stata individuata sulla base del fatto che “emerge come tema costante nel dialogo con le autorità nazionali, i partner e le parti interessate”.
Per rispondere a tale sfida, all’interno della conferenza di Parigi 2025 è stato proposto una visone rivoluzionaria: “Riaffermiamo la necessità di rendere operativo il concetto di salute mentale in tutte le politiche”.
Questo approccio, definito “Salute mentale in tutte le politiche” (“Mental Health in All Policies”), rappresenta un cambio di paradigma fondamentale, perché riconosce concretamente che i determinanti della salute mentale sono complessi, interconnessi e non trascurabili. Di conseguenza, l’approccio evidenzia l’importanza di interventi coordinati che vadano oltre i tradizionali confini sanitari, per formare un approccio integrato che coinvolga diversi settori.
A titolo esemplificativo (non esaustivo) sono citati i seguenti settori: agricoltura, cultura e arti, difesa, istruzione, occupazione, energia, ambiente, famiglia, finanza, edilizia abitativa, innovazione, giustizia, forze dell’ordine, migrazione, sport, trasporti e welfare.
Pertanto, finalmente, si riconosce che la promozione della salute mentale e la prevenzione dei disturbi siano una responsabilità prioritaria di tutti i settori governativi.
Una guida per agire attraverso l’approccio “Salute mentale in tutte le politiche”
La Dichiarazione di Parigi 2025 non è una semplice rendicontazione. Di fatto “agisce come una guida concisa. Al suo interno racchiude le priorità chiave e le azioni delineate durante la conferenza regionale di alto livello”.
- Coordinamento e responsabilità condivisa: Allineare i finanziamenti tra settori e livelli di governo verso obiettivi comuni per la salute mentale.
- Inclusione sociale: Favorire spazi pubblici, iniziative culturali, educative e servizi che contrastino stigma e discriminazione.
- Partecipazione diffusa: Coinvolgere scuole, luoghi di lavoro, istituzioni, media e ONG nello sviluppo di politiche per la salute mentale e nella promozione di competenze psicosociali.
- Coinvolgimento delle persone con esperienza vissuta: Includere utenti, famiglie e caregiver nella co-progettazione e nel monitoraggio delle politiche.
- Ambienti favorevoli: Rimodellare contesti di vita e lavoro per supportare il benessere mentale, con l’aiuto della comunità scientifica.
- Accesso equo ai servizi: Garantire servizi comunitari accessibili, integrando la salute mentale nei piani di emergenza e resilienza.
- Spazi digitali sicuri: Regolare l’ambiente online con evidenze scientifiche e collaborazione pubblico-privata.
- Accesso ai diritti sociali: Rendere i servizi pubblici più accessibili per le persone con difficoltà cognitive o disabilità.
- Garantire i diritti umani: Integrare la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e quella sui diritti dell’infanzia in tutte le politiche.
Anche se l’approvazione della dichiarazione non implica un impegno vincolante per gli Stati membri, rappresenta un passo importante. La Francia ha già dato l’esempio, dichiarando la salute mentale una grande causa nazionale, provando a dimostrare come sia possibile tradurre gli impegni internazionali in azioni concrete a livello nazionale.
L’italia per ora ha firmato la dichiarazione. Per il futuro, pertanto, questo potrebbe avere implicazioni utili per il benessere della popolazione.
Implicazioni per la Pratica Clinica
Il vero test per la Dichiarazione di Parigi 2025 sarà la sua implementazione pratica nel nostro Paese, oltre che negli altri Paesi europei.
L’approccio multisettoriale di “Salute mentale in tutte le politiche” richiede nuove forme di collaborazioni che vadano oltre i tradizionali modelli di intervento clinico. Ciò significa lavorare sempre più in rete con educatori, insegnanti, datori di lavoro, operatori sociali, urbanisti e molti altri attori, per creare ambienti che promuovano naturalmente il benessere psicologico.
Il cambiamento di prospettiva invita ogni professionista della salute mentale a rafforzare il ruolo che riveste per la promozione attiva della salute mentale e la prevenzione dei disturbi, in tutti i contesti di vita delle persone.
Come comunità di professionisti della salute mentale, dunque, abbiamo la responsabilità di sostenere questa visione, contribuendo alla costruzione di un approccio integrato che metta al centro la persona nella sua globalità. Solo attraverso un impegno collettivo e coordinato potremo affrontare efficacemente quella che è ormai riconosciuta come una delle sfide sanitarie più pressanti del nostro tempo.
La strada tracciata a Parigi è ambiziosa ma necessaria. Spetta ora a ciascuno di noi, nei nostri rispettivi ruoli e contesti, contribuire a realizzare questa visione di una società più attenta al benessere psicologico di tutti i suoi membri.
Non si tratta più di confinare il benessere psicologico all’ambito strettamente sanitario, ma di riconoscere che ogni settore della società – educazione, occupazione, giustizia, housing, e molto altro ancora – ha un ruolo cruciale nel promuovere e proteggere la salute mentale dei cittadini e delle cittadine.


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